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Me fanno piagne tutti

Da un editoriale pubblicato su www.centomovimenti.com    

Dopo lo show dell'Onnipotente Mastella, come ha amato definirsi mentre rassegnava le sue dimissioni da Ministro della Giustizia, l'onorevole Clemente ha lasciato trasparire commozione e persino qualche lacrima.
Ecco piange Mastella, ma "fanno piagne tutti" ha commentato qualche amico romano. Fanno piangere tutti gli applausi e la corsa alla solidarietà che hanno circondato il Guardasigilli ancor prima di sapere, di conoscere e valutare con equità la vicenda. Bè, i voti di Mastella nella storia sono stati Bi partisan, hanno fatto comodo sia alla Destra che alla Sinistra, ed è naturale che il coro della solidarietà facesse il giro dell'aula. Tanto Mastella, rimane sempre al centro, sono gli altri che si spostano, lui che colpa ha?

Mastella, Ministro della Giustizia e Sindaco del feudo di Ceppaloni. Un castello a forma di cuore (o di cozza dicono i giornalisti più maligni) e una moglie indagata. Scegliere l’amore e lasciare la poltrona per la propria amata, senza che la stessa rinunci a nulla e rilasci alcuna dichiarazione in conferenza stampa e poi riscoprirsi dopo qualche ora indagati a sua volta. E’ una storia strana, è strano che un Ministro attacchi duramente il proprio apparato amministrativo, denunciando l’accanimento della magistratura verso la politica. Ma che messaggio è? Siamo di fronte ad una casta che si chiude, e non è piu capace di condannare e prendere le distanze da certi personaggi. Ce ne fosse stato uno che abbia aspettato di schierarsi, che abbia speso una parola sull’operato della Magistratura. Ma allora i magistrati buoni sono solo quelli morti? Ma si sa, questo è il Paese, dove se il Papa viene contestato tutte le associazioni scendono in piazza, ma se i magistrati vengono lasciati soli no. E’ il paese dove il Ministero della Giustizia è in mano ad un laureato in Filosofia, oggi anche indagato insieme alla moglie e a mezzo partito del Campanile.

Un uomo Mastella, che nel momento più critico della sua carriera, ha ancora il diritto di dire che vigilerà sull’operato del governo, e sarà intransigente proprio in quanto esterno. Da indagato e confinato a Ceppaloni, esprime solidarietà all’altro confinato del momento, Papa Ratzinger. Ma che Paese è? Dove l’umiltà dell’indagato si permette di minacciare? Ma a chi la stiamo dando la seconda possibilità? alla classe politica o a questo governo che certi giorni sembra essere trapassato da un pezzo? C’è gente che riesce a vivere una vita intera senza violare mai una norma penale, e chi pur facendolo continua a occupare scranni di potere. Bocche di bei pensieri, dalle mani lunghe. Ora pro nobis, libera nos a malo… Mastella in primis

 

Pubblicato il 19/1/2008 alle 14.20 nella rubrica Diario.

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